Il primo ciak di Alina

di alinamarazzi

Alina Marazzi sul set

Alina Marazzi nella prima notte di set (foto di Cosimo Maffione)

Alina Marazzi è una donna minuta e silenziosa. Ma sono i suoi occhi a parlare per lei. E in questa fredda serata di quasi pioggia fissano attenti il monitor in cui scorreranno le immagini della scena ancora in preparazione. Tradiscono il grande nervosismo che prelude a ogni primo ciak. Una tensione che si riflette anche nel movimento nervoso delle mani e che sottende la grande energia con cui la regista si accinge ad iniziare la fase più delicata del proprio lavoro: quella delle riprese. Molte le persone intorno a lei, ma Alina è concentrata a seguire ogni dettaglio di quella prima inquadratura, quella da cui prenderà il via tutto il suo film. Sul suo viso i riflessi blu dello schermo, mentre davanti a lei la Rampling sta provando senza che ancora le cineprese abbiano incominciato a registrare. Dopo gli ultimi ritocchi dei truccatori e della costumista l’attrice è pronta per la prima ripresa: un ritorno in una vecchia casa ormai disabitata e delle pesanti valige che preludono a una lunga permanenza. Dall’altra parte Alina non vede l’ora d’incominciare. I molti rumori del set si smorzano in pochi secondi, rimangono solo gli echi lontani di qualche macchina in collina. Dopo uno sguardo d’intesa con Charlotte, la regista fa un cenno al suo assistente, che si porta le mani alla bocca e grida: “ciak”. Il rettangolino di legno che divide il cinema dalla realtà batte il suo primo colpo. “Azione” dice finalmente Alina, mentre dai suoi occhi la tensione svanisce.

di Caterina Taricano

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