A casa di Valerio

di alinamarazzi

Valerio Binasco, poco prima di iniziare a girare nei panni di...Valerio

Un delizioso caseggiato che da Corso Massimo D’Azeglio abbraccia via Valperga Caluso, prosegue per un breve tratto lungo le rotaie del tram e poco dopo svolta su via Ormea seguendo le linee di alcuni palazzi d’epoca. È qui, in un appartamento al primo piano, che abita Valerio, l’insegnante di danza che dà rifugio a Emma in un particolare momento di confusione. È qui che per la prima volta Valerio Binasco si cimenta con il personaggio che Alina Marazzi, senza nemmeno un provino, ha voluto assegnargli. Una scena che lo vede perfettamente a suo agio nel dialogo al fianco di Charlotte Rampling e nel simpatico duetto con il giovane ballerino della Fattoria Vittadini Riccardo Olivier. Sprofondato nella felpa rossa tra un ciak e l’altro sorride, chiacchiera con la truccatrice, e prova a perfezionare insieme ad Alina le scene che ancora si devono girare. “In realtà dovevo fare la parte dello psichiatra – racconta in un raro momento di riposo l’attore ligure – poi un viaggio in Australia che non potevo rimandare ha fatto sì che dovessi rinunciare al film – sapevo tra l’altro che Alina voleva girare con urgenza. Quando sono tornato ho scoperto con mia grande sorpresa che la produzione doveva ancora partire. L’ho preso come un segno del destino e d’accordo con Alina abbiamo pensato a un altro personaggio che sarebbe comunque servito per riempire un vuoto narrativo all’interno della storia”. Valerio non fa mistero della grande ammirazione che nutre nei confronti di Alina e con un mezzo sorriso dichiara: “sono il suo più grande fan. Alina ha una capacità di raccontare le cose attraverso un misto di realtà e poesia che è davvero unico”. Un leggero imbarazzo lo coglie quando gli faccio notare che il suo è il primo personaggio maschio parlante del cinema di Alina Marazzi. “lo prendo come un tributo involontario alla mia parte femminile – commenta Binasco passandosi una mano tra i capelli quasi a ingannare l’improvvisa timidezza del momento – sono cresciuto, sia umanamente che professionalmente, proprio grazie ad essa”. Valerio, attore poliedrico, che si muove con agilità fra cinema e teatro, ha la faccia di uno a cui piace davvero quello che fa. Le battute le sa a memoria e anzi il copione non è che uno spunto per continuare ad immaginarsi le azioni e le parole quotidiane del suo personaggio. Le intenzioni, i movimenti sono qualcosa che nascono istintivamente dalla maniera in cui lui stesso ha immaginato il suo ruolo. Alina davanti al monitor della stanza regia non può che approvare: “Ho sempre pensato che Binasco fosse un grande attore, prima ancora di vederlo nella parte straordinaria che interpreta in Noi credevamo. Oggi ne ho avuto la conferma”.

di Caterina Taricano

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