Fattoria Vittadini

di alinamarazzi

Riccardo della compagnia di ballo Fattoria Vittadini

Mezzo giro su se stesso, un passo che scivola in avanti a seguire le mani e voilà… una zazzera di capelli biondi e due occhi azzurri danno il benvenuto a Charlotte Rampling. Inizia così una delle scene forse più intense e particolari del film. Quando Pauline, spaventata da uno strano messaggio lasciato da Emma in segreteria telefonica, decide di andare a cercare la ragazza a casa di Valerio, suo coreografo di ballo. Ad accoglierla Riccardo, uno dei tanti ballerini che frequenta la casa dell’insegnante e che fa parte della stessa compagnia di Emma. In questa scena Riccardo accenna solo alcuni passi di danza, ma tutto il film è ricco di momenti in cui vengono messi in scena alcuni brani di una coreografia costruita per l’occasione. “Questo ballo si chiama banchetto – spiega Riccardo – ed è stato scelto da Alina Marazzi tra diversi lavori già realizzati dal mio gruppo”. Riccardo, 24 anni appena compiuti e un enorme maglione che gli divora i jeans, è infatti uno degli undici componenti della Fattoria Vittadini, compagnia di ballo formatasi nel 2009 da un ultimo anno particolarmente affiatato della scuola di teatro e danza Paolo Grassi di Milano. Da circa due anni il gruppo mette in scena spettacoli auto diretti (ognuno di loro è libero di suggerire progetti e di dirigere i compagni), lasciando spazio anche a registi esterni qualora lo ritenga opportuno. “Avevo già sentito parlare di loro dalla famosa attrice Maria Consagra – racconta Alina – ma devo dire che a vederli dal vivo sono rimasta molto colpita”. La regista spiega che l’innamoramento è avvenuto dopo lo spettacolo My True Self, che l’ha spinta a voler conoscere più da vicino gli altri lavori dei ragazzi. “All’interno della storia il ballo ha un ruolo centrale – aggiunge Alina mentre si avvicina a Riccardo per alcune spiegazioni circa la scena – e come molti altri elementi del film ci racconta infatti le angosce e le difficoltà familiari di Emma”. Intanto Riccardo, che si sta scaldando in un angolo prima della lunga scena aperta dalla Rampling, mi rivela dell’esistenza di una certa Francesca, ballerina bionda molto simile a Emma… Che si tratti di una possibile rivale? Vorrei chiedere di più, ma il ciak incombe e sulla voce dell’aiuto regista mi ritiro anche io, come gli altri, in religioso silenzio.

di Caterina Taricano

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