La terza donna

di alinamarazzi

Maria Grazia Mandruzzato è la dottoressa della Casa del Quartiere

Capelli corvini addomesticati da una treccia spessa che segue fino alla fine la linea della schiena. Pelle olivastra in cui spiccano due occhi bruni e liquidi. Bocca grande e una fila di denti bianchissimi. Un viso che per i tratti e i colori richiama la tragedia greca. Un’espressione dolce e dolente che per intensità sembrerebbe rubata all’universo femminile di Pedro Almodovar.
Seduta al fianco di Charlotte Rampling ed Elena Radonicich, Maria Grazia Mandruzzato, nella finzione Angela Gualtieri, è l’interruzione brusca di una continuità visiva, una pausa nel sovrapporsi incessante delle figure di Pauline ed Emma, simili nella fisicità, nel portamento austero, nella maniera che hanno entrambe di chiudersi in silenzio ed esprimere la solitudine. Anche il suo ruolo all’interno del film è qualcosa che si pone in qualche modo come un elemento di diversità rispetto al rapporto misterioso che intercorre fra il personaggio di Charlotte e quello di Elena. La scena si apre con le tre donne sedute al tavolo della caffetteria. Poche battute bastano a farci intuire che Angela ha un rapporto molto intimo e concreto con Emma, che questa e Pauline non si sono mai parlate e un libro diventa la scusa evidente per raccontare a un’estranea quello che talvolta non si ha il coraggio di confessare nemmeno a se stessi. Sospesa tra la misteriosa Pauline e la tormentata Emma, il personaggio a cui dà vita Maria Grazia è infatti quello di una psicologa specializzata in problemi femminili, una figura ispirata a quella reale di Alessandra Bramante, professionista attiva presso l’ospedale Macedonio Melloni di Milano. A raccontarci di come Angela è stata pensata e scritta è la stessa regista, che ha conosciuto personalmente la dottoressa interessandosi al suo lavoro al centro Psiche Donna. Una persona che Alina ha trovato talmente adatta al proprio film da chiedere all’attrice di incontrarla per studiarne il carattere e approfondire le peculiarità della sua professione. Maria Grazia affermata interprete teatrale dal curriculum invidiabile (ha infatti lavorato con i nomi più importanti delle scene internazionali) ha quindi l’opportunità di cimentarsi con una delle peculiarità della recitazione cinematografica, quella di modellare il proprio personaggio a partire da un soggetto realmente esistente.

di Caterina Taricano

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