Alice nel paese del cinema

di alinamarazzi

Un momento di relax del reparto fotografia con Mario Masini e Alina Marazzi (foto di Cosimo Maffione)

Sulla porta c’è scritto “laboratorio di musica”, ma appena entrati due paraventi e una serie di appendiabiti a rotelle, carichi di vestiti, smentiscono l’indicazione sottolineando la piccola rivoluzione avvenuta nella stanza. Relegati in un angolo gli oggetti di sempre, il grande spazio sotterraneo si è riempito di bauli, grucce, attaccapanni di ogni possibile formato, costumi e accessori a uso e consumo del film. È questa una delle tante camere che la Casa del Quartiere ha messo a disposizione della produzione e che le due costumiste Bettina e Stefania hanno saputo abilmente trasformare in un’efficiente sala costumi e, all’occorrenza, in un pratico camerino. Oggi non c’è fretta ma Stefania preferisce portarsi avanti con il lavoro, e dopo aver scartabellato fra diversi completi adagiati su una sedia ne sceglie uno, composto da camicia e pantalone, da portare all’attrice che tra poco entrerà in scena al fianco della Rampling. La seguo dietro un rettangolo di muro coperto da una tendina scorrevole. Qui si sta cambiando Alice Torriani, che nel film interpreta Daniela. Alta, capelli biondi, occhi verdi, sorriso rassicurante. La giovane attrice sembra l’incarnazione di un personaggio cechoviano. Viene in mente la coraggiosa Nina de Il gabbiano o l’inquieta Elena di Zio Vanja. E infatti la prima cosa che mi racconta è che la sua formazione è prevalentemente teatrale. Una passione che nasce da ragazzina e che la porta a frequentare la scuola Paolo Grassi di Milano. Si diploma nel 2007 e quasi subito arrivano i primi ingaggi. Dopo una ricca esperienza sulle scene diretta da Gabrele Lavia e Massimo Castri, la ricerca e il desiderio di perfezionare la professione la spingono verso il cinema. “Girare mi diverte molto – dichiara Alice finendo di abbottonarsi la camicia di scena – anche se la mia passione rimane il palcoscenico. Ho finito adesso le riprese di un film di Lucio Pellegrini che uscirà il prossimo anno e ora sto cercando di impegnarmi al massimo per quello di Alina Marazzi”.
Alice spiega che il suo è un personaggio piccolo ma molto importante, per il quale ha studiato con molta attenzione. Una figura modellata su quella reale di Katia, tirocinante in psicologia presso il Ced di Milano che si occupa di indirizzare, a seconda del problema, le donne che si presentano al centro. “Ho voluto conoscerla perché non volevo recitare un personaggio, ma esserlo davvero – continua Alice – per arrivare a questo l’ho seguita nel suo lavoro e soprattutto le ho fatto molte domande. Sulla base delle risposte e di come l’ho vista relazionarsi con le pazienti ho cercato di lavorare per dare vita a Daniela”. Ennesimo tassello di un universo femminile sempre più sfaccettato, anche il personaggio di Alice raccoglie e regala al film il suo pezzetto di verità.

 di Caterina Taricano

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