Gli occhi di Charlotte Rampling

di alinamarazzi

Charlotte Rampling sul set Baby Blues di Alina Marazzi

Pauline (Charlotte Rampling) a Mergozzo, dal set del nuovo film di Alina Marazzi, Baby Blues (foto di Cosimo Maffione)

Troupe ristretta questa mattina per le riprese della scena finale di Baby Blues. Charlotte Rampling vuole intorno a sé pochissime persone. Le indispensabili. L’attrice, che fino ad ora non ha mai avuto problemi di concentrazione, oggi chiede esplicitamente che rimangano in pochi ad assistere al lungo dialogo che il suo personaggio intrattiene con Emma. È una questione di sguardo. Non ci deve essere nulla davanti a lei, il suo campo visivo deve essere vuoto, o fermo su un elemento inerte dell’ambiente, niente deve frapporsi con il suo viaggio a ritroso nella memoria. Pauline, davanti alla finestra, ricorda. I suoi occhi frugano lontano, in un tempo che non ci è dato subito di sapere, per poi tornare, grevi, al presente, sul volto di Emma. Ed eccolo: il mistero delle due donne si scioglie, si racconta, si comprende. L’italiano straniero della Rampling è una melodia piena di significato e nelle pause si addensa l’emozione. Il volto di Elena è immobile, come scolpito da quelle parole che raccontano anche la sua storia. Intorno a loro solo il silenzio della grande casa in collina e il secco cielo d’autunno che pare sospendere, dilatare quei brevi istanti fra loro. Lo stop di Alina rompe il silenzio finale, ma Charlotte ed Elena rimangono ancora per qualche secondo Pauline ed Emma, prima di riuscire a slegarsi lentamente dall’intensità delle battute appena pronunciate.

di Caterina Taricano

Advertisements