Un film di Francois Truffaut?

di alinamarazzi

Emanuela Currao nella stanza del suo B&B dedicata a Vogliamo anche le rose, dove ha alloggiato Alina Marazzi durante le riprese

“Il pane e le rose”. Se il nome è una dichiarazione d’amore per il cinema, quello delle stanze ne caratterizza la passione e ne esplicita in qualche modo la conoscenza: “Pane e tulipani”, “Pane amore e fantasia”, “Vogliamo anche le rose”. È al primo piano di via Goito, 11, a Torino, in un piccolo Bed and Breakfast intitolato al film forse più noto di Ken Loach, che ha preso alloggio, per tutto il periodo delle riprese, Alina Marazzi. Una casa ottocentesca dall’ampio cortile e dagli interni completamenti nuovi, i cui i colori pastello e l’arredamento in stile provenzale sembrano lo sfondo di un film francese degli anni ’60. Il fatto stesso che Alina dorma in una stanza che porta il nome di un suo film crea un’irresistibile atmosfera Nuovelle Vague. Niente di più facile che immaginare Jean-Pierre Léaud che si prepara un caffè nella cucina comune, o la bella Claude Jade che lo aspetta in camera da letto leggendo un libro su Nureyev. Il cinema di quegli anni raccontava la vita e spesso la vita si mescolava ad esso, com’è capitato ad Alina, che quando ha conosciuto Emanuela Currao, la padrona dell’appartamento, si è trovata di fronte non solo ad una sua grande fan, ma anche ad una mamma incinta nell’imminenza del parto. Le coincidenze non finiscono qui. Scopriamo, infatti, che Emanuela nella vita è anche attrice e che ha iniziato questo secondo mestiere proprio per facilitare gli spostamenti fra i vari artisti con cui lavora. Tutto torna, come in una sceneggiatura perfetta, persino la presenza della piccola Caterina, nata un mese fa, che avendo trovato tutti i ruoli già impegnati e non volendo mancare al suo primo appuntamento con la macchina da presa, ha accettato di prestare la propria voce alle giovanissime colleghe che interpretano Matteo. Ovviamente ha voluto per sé la scena Madre: un pianto fragoroso.

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