il film

Un giorno di inizio primavera ero con mio figlio appena nato su una piccola spiaggia di ciottoli sulla costa ligure. Lo tenevo tra le braccia godendo con lui di quei primi tiepidi raggi di sole. Ad un certo punto, vedo avvicinarsi un’anziana del luogo. Indossava un grembiule e sembrava voler fare una pausa dal lavoro domestico. Come spesso capita quando si ha un bambino piccolo, le persone incuriosite si avvicinano per fare i complimenti e per rinnovare quel sentimento di solidarietà augurale. Infatti mi sorrise affettuosamente e mi disse: ” Che belli i bambini, quando sono in braccio agli altri”. Proferì queste parole con uno sguardo dolce e allo stesso tempo adombrato che mi fece molto pensare, perché proveniva da una donna di un’altra generazione, sicuramente madre e nonna, che aveva probabilmente sacrificato la vita per i figli e i nipoti. Nello sguardo che questa persona mi rivolse colsi quel sentimento carico di fatica misto ad amore, che è proprio dell’essere madre.
Ho pensato spesso a questo strano incontro così semplice ma pieno di significato. Solo una frase, detta da una sconosciuta, per trasmettere una sensazione profonda, difficile da enunciare. Chiunque sia stata genitore può ben comprendere quell’emozione a volte confusa tra amore e rifiuto per i propri figli. Una tensione tanto dolorosa da vivere quanto spesso impossibile da confessare, perché mette in crisi nel profondo non solo la funzione sociale, ma il senso di quel legame primordiale. Questo è quello che voglio raccontare nel mio film, la misura di questa distanza, spesso indicibile, la fatica di essere madri e l’impreparazione culturale e sociale per affrontare e ammettere questo disagio.

(Alina Marazzi)

La storia


Al centro della storia ci sono due donne di diversa età, Pauline (Charlotte Rampling) ed Emma (Elena Radonicich).  Pauline è una donna adulta che nasconde un segreto e che ha dedicato la sua intera vita a studiare e capire il comportamento degli animali, sottraendosi di proposito al contatto con gli altri e ai forti legami intimi. Emma è una giovane ballerina, sfuggente ed evanescente; è da poco diventata mamma ma è in piena crisi. Intorno ruotano altri personaggi, come la dottoressa Gualtieri (Maria Grazia Mandruzzato), la direttrice della casa del quartiere, molto appassionata del suo lavoro e punto di riferimento per Pauline, e Valerio (Valerio Binasco), il regista teatrale con cui Emma ha lavorato, da sempre caldo e accogliente ma incapace stavolta di far fronte al periodo di forte turbamento che sta vivendo l’amica.

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